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Il comportamento predatorio: una tigre in casa?


Il gatto: un predatore super-accessoriato! In effetti tutto il corpo del gatto è strutturato per essere un cacciatore: vediamone alcune caratteristiche.

 

Il gatto è dotato di un udito straordinario, sviluppato soprattutto nella fascia alta della gamma uditiva (ultrasuoni). Durante l’ascolto poi, il gatto è in grado di ruotare i due padiglioni auricolari in direzioni diverse per ottenere maggiori informazioni sulla provenienza del suono. Il rumore che arriva all’orecchio del gatto risulta così molto più amplificato di quello che viene percepito sia dall’orecchio di un cane che da quello di un essere umano. Sapevate che il gatto è in grado di captare il rumore che fa un topolino che cammina a circa un metro di distanza e di localizzarlo con uno scarto di pochi centimetri?

Anche l’occhio del gatto è strutturato in modo da facilitare l’individuazione della preda: dispone infatti un campo visivo di oltre 200 gradi (contro i 180 gradi dell’essere umano), una migliore capacità di visione notturna data dalla presenza del tappeto lucido (uno strato che cattura anche una minima quantità di luce presente) e una migliore percezione della profondità. L’occhio del gatto è in grado di percepire un movimento di 0,4 cm al secondo.

La mucosa olfattiva del gatto ha un’estensione circa 2 volte maggiore rispetto a quella umana e questo, insieme alla presenza dell’organo vomero-nasale, gli permette di individuare molto più facilmente l’odore della preda.

Inoltre il gatto è dotato di particolari organi di senso: le vibrisse, cioè quei peli lunghi che comunemente vengono chiamati baffi e quei peli lunghi che troviamo sopra agli occhi. Attraverso le vibrisse, che sono sensori tattili molto sensibili, il gatto percepisce pressioni e movimenti minimi.

Possiamo dire che l’intero corpo del gatto, con la sua ossatura forte e resistente ma al tempo stesso leggera e flessibile, è programmato per consentirgli di catturare la preda con un balzo.

Cacciatori si nasce o si diventa?

Il comportamento predatorio è innato nel gatto: possiamo riscontrarlo anche in gatti che sono sempre stati in appartamento e che non hanno mai avuto a che fare con una vera e propria preda.

La tecnica di caccia invece viene appresa e modellata in base alle esperienze. In gatti che crescono all’aperto infatti, la madre allena i gattini alla caccia attraverso diverse fasi. Inizialmente porterà loro  delle prede già uccise con le quali i gattini alleneranno il senso del gusto e le vibrisse; seguirà quindi una seconda fase durante la quale ai gattini verranno offerte delle prede vive con le quali allenarsi nella cattura e uccisione. Infine i gattini, una volta cresciuti, seguiranno la madre nelle battute di caccia imparandone le tecnica.

La tecnica della caccia si compone di: avvistamento (la preda viene individuata per il suo movimento); avvicinamento (il gatto si muove pian piano verso la preda, con andatura lenta e leggermente appiattito); assalto; cattura della preda; uccisione con morso sul collo e infine ingestione della preda dopo averla portata in un luogo sicuro.

Perché il gatto caccia?

Il gatto caccia per … cacciare! Si tratta infatti di un’attività che non è strettamente legata al senso di fame. In natura un gatto caccia circa 150 volte al giorno ma solo 15-20 attacchi vanno a buon fine. Si capisce pertanto perché tale istinto non sia legato alla fame: sarebbe poco pratico per il gatto cacciare solo se affamato e non riuscire a catturare la preda!

Ovviamente la fame aumenta la ricerca di cibo e quindi la motivazione per cacciare.

Durante la caccia il gatto non solo allena la propria mente ma anche tutto il proprio corpo utilizzando al massimo i propri sensi. Normalmente un gatto passa in media oltre 3 ore al giorno cacciando.

E se un gatto vive in casa?

Per un gatto che vive esclusivamente in casa la caccia è altrettanto importante! Ovviamente nessuno si sognerebbe di fornire al proprio gatto un topolino in carne ed ossa per il mero gusto di farglielo cacciare! Si useranno allora dei surrogati: palline, topini, giochi a molla, cannette con attaccate pupazzetti o piumini. Insomma,  qualcosa che per il gatto possa assomigliare a una preda!

E poi, visto che il gatto è un abile solutore di enigmi e ama procurarsi il cibo, perché non utilizzare anche giochi con cui abbia la possibilità di “mangiare la preda”?

Ricordiamo che il benessere del nostro animale è garantito solo se, oltre ai bisogni primari come la fame e la sete, noi riusciamo a fornirgli la possibilità di esprimere i comportamenti che fanno parte del suo quadro etologico. La  caccia, per quanto possa apparirci crudele, è uno dei comportamenti più importanti per il nostro gatto.

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