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Miti e leggende sul cane

Il cane convive con l'uomo ormai da moltissimi anni grazie al processo di domesticazione che è cominciato in epoca preistorica. Ci sono tracce della convivenza tra il cane e l'uomo preistorico. Probabilmente i primi cani non erano che lupi più mansueti degli altri che si avvicinavano ai villaggi attratti dalla disponibilità di cibo o cuccioli di lupo che venivano "rapiti" dagli esseri umani per allevarli e renderli più mansueti.

Sono stati via via allevati gli esemplari che dimostravano più fiducia nell'uomo e che erano perciò meno schivi e meno mordaci degli altri. Lo scopo principale per cui venivano utilizzati era la guardia del villaggio e, in alcuni casi, per aiutare durante la caccia.

La cosa che più ci fa stupire è la straordinaria capacità di questa specie di adattarsi alla convivenza con l'uomo: il cane ci guarda, sta attento al nostro linguaggio corporeo e al tono della nostra voce, cerca continuamente dei segnali per "decodificare" il nostro agire e adatta il suo comportamento alle circostanze.

Il cane è un animale sociale: per lui rappresentiamo il suo mondo, la sua famiglia. Il cane è un animale collaborativo: si impegna ed è felice se fa qualcosa con il suo proprietario o per il suo proprietario (fosse anche solo riportare una pallina o mettersi seduto).

Fino a pochi anni fa si parlava molto di gerarchia tra i cani ma gli ultimi studi hanno via via ridotto questo concetto: il cane è un animale sociale perciò vive inserito in un gruppo sociale (sia questo gruppo fatto solo di altri cani o anche di esseri umani) all'interno del quale esistono delle regole implicite che il cane impara fin da cucciolo attraverso il gioco e l'educazione che gli viene fornita prima dalla madre poi dagli altri membri del gruppo.

Pensare di vivere con un cane e di essere il suo capobranco non ha senso soprattutto quando questa leadership viene ottenuta e mantenuta con la forza o la violenza.

E' giusto far conoscere al cane le regole per una sana convivenza come ad esempio che non si salta addosso per farci le feste o che non si morde per giocare ma le regole vanno insegnate con la dolcezza : i comportamenti adeguati vanno ricompensati quelli inadeguati vanno ignorati.

E soprattutto vale la coerenza: il messaggio che arriva non deve creare confusione al nostro cane e deve essere costante nelle diverse situazioni.

Pensateci quando vi capiterà di vedere in Tv dei programmi in cui si parla di capobranco e si usano metodi come il collare a strozzo o le punizioni fisiche con i cani che magari hanno anche la museruola: chi è il capobranco che, se voi foste cani, vorreste avere? Un leader dispotico o un proprietario equilibrato?

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